MONET. OPERE DAL MUSÉE MARMOTTAN MONET PARIGI. Palazzo Reale, Milano

MONET. OPERE DAL MUSÉE MARMOTTAN MONET PARIGI. Palazzo Reale, Milano

Fino al 30 gennaio 2022

LA SUA UNA LUCE FIOCA MA ACCECANTE

L’autunno di Palazzo Reale a Milano si è aperto con l’attesissima esposizione dedicata al più importante rappresentate dell’Impressionismo: CLAUDE MONET. Su questo primato non interferiamo, ma certamente resta il grande se non il più. Se poi è proprio dai luoghi da lui vissuti e ritratti, a volte con una tenera luce fioca ma al contempo accecante e pennellate sferzanti, che l’impressionismo si è evoluto in post-impressionismo e nei principali movimenti delle avanguardie artistiche del Novecento, è tutto ancora da chiarire. Certo è che da qui l’utilizzo principale del colore divenne elemento fondante e imprescindibile. E naturalmente anche su questo punto per noi è più saggio tacere! Ma andiamo ad incontrare le 53 opere entrando a Palazzo Reale, citando solo quelle che ci colpiscono al cuore: le sue Ninfee (1916-1919), Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905) e Le rose (1925-1926), la sua ultima e magica opera: un prestito straordinario non solo perché riunisce alcune delle punte di diamante della produzione artistica di Monet, ma anche per l’enorme difficoltà di questo periodo nello spostare le opere . Ma qui c’è tutto il lungo e operoso itinerario artistico ma anche personale, perché sono esposte anche quelle opere che lui considerava fondamentali, personali, private; infatti le custodiva, nella sua abitazione di Giverny; opere che lui stesso non volle mai vendere e che ci raccontano le più grandi emozioni. Davanti alla casa, si trovava un orto che egli trasforma in un giardino vibrante di colori, coltivando numerose specie di fiori che sbocciano in diversi periodi dell’anno, dando vita a una fantasia di colori che cambiano di stagione in stagione. Questo luogo delizioso della Normandia, fonte inesauribile di ispirazione del pittore, è ancora oggi meta turistica e culturale. Qui a Milano possiamo ammirare verdeggianti salici piangenti, onirici viali di rose e solitari ponticelli giapponesi, monumentali ninfee, glicini dai colori evanescenti e una natura ritratta in ogni suo più sfuggente attimo. E’ possibile, non solo intuire, ma verificare l’intero excursus artistico: dai primissimi lavori che raccontano del nuovo modo di dipingere en plein air e da opere di piccolo formato, fino ai paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville e delle sue tante dimore. Non mancano capolavori esaltanti per le pennellate morbidamente taglienti come Sulla spiaggia di Trouville (1870), Passeggiata ad Argenteuil (1875) e Charing Cross (1899‐1901), per citarne alcuni. Il Musée Marmottan Monet, detiene il nucleo più grande al mondo di opere di Monet, frutto di una generosa donazione di Michel, suo figlio, avvenuta nel 1966 verso il museo parigino; da qui la giusta e coerente denominazione.

Info: Palazzo Reale

Didascalia dell’immagine in alto: Claude Monet, Ninfee, 1916-1919 circa


Claude Monet, Passeggiata ad Argenteuil, 1875


Claude Monet, Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi, 1905


Claude Monet, Le rose, 1925-26


Claude Monet, Sulla spiaggia di Trouville, 1870


Claude Monet, Barca a vela-Effetto sera, 1885


Claude Monet, Falesia e porta d’AmontEffetto del mattino, 1885