Sorelle arti. Pittura, scultura e architettura dall’Accademia di San Luca. Palazzo dei Priori, Fermo

Sorelle arti. Pittura, scultura e architettura dall’Accademia di San Luca. Palazzo dei Priori, Fermo

Fino all’1 febbraio 2026

LA CAPACITÀ DI RACCONTARE L’ARTE ITALIANA ED EUROPEA

La mostra ripercorre la storia dell’Accademia Nazionale di San Luca, dalle sue origini nel 1593 fino ai primi decenni del Novecento, attraverso 80 opere emblematiche che raccontano oltre quattro secoli di storia dell’arte, restituendo la complessità e la ricchezza di un’istituzione che ha avuto un ruolo centrale nel definire il gusto, la formazione e il pensiero artistico in Italia e in Europa.
Il percorso espositivo, concepito come un viaggio visivo attraverso le epoche, mette in dialogo capolavori di celebri artisti con opere meno note ma altrettanto significative, offrendo così uno sguardo ampio e articolato sull’evoluzione dell’Accademia e sul suo profondo legame con la città di Roma. A emergere non è solo il valore artistico delle opere, ma anche l’impatto che l’istituzione ha avuto sulle generazioni di artisti che vi si sono formati o che vi hanno trovato un punto di riferimento ideale. In alcuni casi, soprattutto per gli stranieri, il riconoscimento ottenuto dall’Accademia ha rappresentato un prestigioso titolo al ritorno in patria, contribuendo così alla costruzione di un’identità culturale europea condivisa.
Tra le opere esposte: il Ritratto di Marianna Waldstein di Santa-Cruz di Andrea Appiani; il Contadino (1902) di Giacomo Balla; Perseo e Andromeda (fine XVI sec.) di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino; la Galatea (c. 1624) di Pietro da Cortona (copia da Raffaello); la tela San Luca dipinge la Vergine (1623) di Antiveduto Gramatica (copia da Raffaello); due disegni di Filippo Juvarra del Progetto per un Regio Palazzo in Villa per il diporto di tre personaggi (1704-1705); la terracotta di Pierre Legros Le arti rendono omaggio a Clemente XI (1702); La cucitrice (1914) di Antonio Mancini; La Fortuna di Guido Reni (c. 1637); Le Ninfe incoronano la dea dell’abbondanza (c. 1622) di Peter Paul Rubens; Madonna con il Bambino che le porge un frutto di Giovanni Battista Salvi detto Il Sassoferrato (c. 1960).
La mostra, a cura di Laura Bertolaccini, Carolina Brook, Elisa Camboni, è accompagnata da un catalogo edito da Maggioli con testi introduttivi di Francesco Cellini e Claudio Strinati e saggi di Laura Bertolaccini, Carolina Brook, Elisa Camboni, Fabrizio Carinci, Alessio Ciannarella e Peter M. Lukehart.

Info: Fermo Musei

Didascalia dell’immagine in alto: Guido Reni, La Fortuna, 1637

 


Pietro da Cortona, Galatea (copia da Raffaello), 1624 ca


Peter Paul Rubens, Le Ninfe incoronano la dea dell’abbondanza, 1622 ca


Giuseppe Cesari, Perseo e Andromeda, 1602 ca


Giacomo Balla, Contadino, 1902


Antiveduto Gramatica, San Luca dipinge la Vergine (copia da Raffaello), 1623


Andrea Appiani, Ritratto di Marianna Waldstein, 1804