SEBASTIÃO SALGADO. GENESI, Ancona – Mole Vanvitelliana, Sala Vanvitelli

SEBASTIÃO SALGADO. GENESI, Ancona – Mole Vanvitelliana, Sala Vanvitelli


Fino al 6 gennaio 2019

La travolgente nuda bellezza del pianeta

Finora avevo fotografato un solo animale, l’uomo – ha affermato Salgado, – poi ho preso la decisione di andare a vedere il Pianeta. 10 anni per vedere il mondo, conoscerlo”. Così è nata Genesi, 245 scatti divisi in cinque sezioni, tante quante sono le zone del mondo immortalate dal fotografo: il Pianeta Sud, santuari della natura, l’Africa, il grande Nord, l’Amazzonia, il Pantanal, pianura alluvionale sudamericana. Una ricerca non solo estetica ma anche etica e spirituale. Un messaggio per i giovani che il Pianeta è ancora vivo e va preservato. Il 46% del mondo è ancora come il giorno della genesi, ha più volte detto, e questa bellezza non deve scomparire. Ma questa mostra, che resterà alla Mole Vanvitelliana di Ancona fino al 16 gennaio 2019, oltre all’evidente ed accorato messaggio di salvaguardia e conservazione, appare più come un inno alla bellezza, alla gioia, alla vita, all’eterna armonia e all’inevitabile contemporaneità di ogni attimo raccolto, di ogni scatto che fissa una luce, un gesto, uno sguardo. E’ una grande, immensa, incontenibile fotografia del mondo, di un mondo di una travolgente bellezza, che cattura e trasforma e tocca il cuore. Amarissima e delirante passione per ciò che pensavamo di aver perduto, ma che ancora esiste, vive, che è intorno a noi, nemmeno lontanissimo! Stupisce  l’eleganza, la grazie, la forza e l’abilità di comporre oggetti, di preparare cibi, di accarezzare. E’ il loro tempo, è la loro attualità a colpirci? La loro bellezza. Il percorso per il visitatore è davvero impegnativo; quasi faticoso. Dai paesaggi, agli animali (la balena non emerge ma domina il mare!); così come le tartarughe giganti della Galapagos, iguane e leoni marini ferocemente sorridenti e comunque sempre decisi, dinamici, orientati dai richiami della natura e dalla migrazione. Saranno ancora così oggi, nel 2018? Come li vediamo in questi scatti? Splendido è l’affresco di giovani donne distese su verdi amache d’erba e foglie, con corone di fiori tra i capelli come unico elemento oltre la nudità fresca e allegra, giocosa e tranquilla come di una abitudinaria forma di dialogo, o di riposo; comunque dalla foto straripa una compattezza armonica, una sensazione di benessere, di sicurezza, di grazia e dolcezza femminili (Brasile 2009). Contemporanee a loro stesse, al loro tempo. E noi siamo contemporanei al nostro tempo? Abbiamo desiderio e spazio per le verdi incontaminate amache? Improvvisamente possono arrivare, inseguendosi e sovrapponendosi, altre giovani donne dipinte da grandi maestri, in particolare “Le grandi bagnanti“ di Cezanne; forse la più immune da contaminazioni. Sovrapposizioni che mi distraggono e interrompono il percorso di visita. Ma niente raggiunge la pura, nitida, scolpita bellezza di queste ragazze che nascono e vivono teneramente raccolte dentro quella verde, rigogliosa, materna e generosa natura. (gap)

Info: la mostra

Didascalia immagine in alto: Brasile, 2009-© Sebastião SalgadoAmazonas ImagesContrasto

Audiointervista di Loredana Cinti all’assessore alla cultura Paolo Marasca   

 


Sebastião Salgado, Brasile, 2005-© Sebastião SalgadoAmazonas ImagesContrasto

 


Paul-Cézanne, Le grandi bagnanti, 1900 circa

 

 

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