Sauro Marini legge Gabriele Basilico

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Sauro Marini legge Gabriele Basilico

basilico_gGabriele Basilico, il “misuratore di spazi”

 

Se volessimo – impropriamente – considerare Gabriele Basilico un architetto prestato alla fotografia, la conclusione sarebbe che si è trattato comunque di un ottimo prestito.
Personalmente, però, più che di prestito, mi piace considerare l’esperienza di Basilico come una splendida interazione tra le due sfere, l’architettura come materia di lavoro e la fotografia come strumento per portare avanti la ricerca.
Dalle periferie urbane e zone industriali dismesse, alle metropoli (oltre sessanta) sparse su tutto il globo, dal lavoro “Bord de mer” commissionato dal governo francese, fino al reportage su una Beirut trasformata e martoriata dalla guerra, quello di Basilico è stato un impegno – da lui stesso definito come di un “rabdomante alla ricerca del giusto punto di vista” o anche di un “misuratore di spazi” – alla osservazione dei momenti critici del territorio e dei percorsi della urbanizzazione, percorrendo la personale strada della esaltazione della “lentezza dello sguardo”, idea che si può meglio estrinsecare con queste sue parole, riprese dal DVD pubblicato nella ottima collana “Fotografia italiana” dalla Giart : “osservare quello che offre il paesaggio cercando di introiettarlo, di farlo aderire alla tua dimensione percettiva … non è lo sguardo veloce, del fotografo che cattura una scena che vede, è stare in un posto e guardare ‘di più’ “.
Nel 2010 ho avuto la possibilità di visitare una sua mostra allo Spazio Oberdan a Milano, con due dei suoi lavori: Mosca Verticale 2007-2008 e Milano ritratti di fabbriche 1978-1980; tanto fredda e asettica l’atmosfera moscovita, incentrata sugli ombelichi urbani delle sette torri di epoca staliniana, quanto invece affascinante e densa di pathos quella sulla periferia milanese, dove il suo lavoro vuole ridare una dignità vitale ad architetture industriali ormai svuotate delle attività umane.
È da questo filone che emerge, nemmeno tanto velato, il richiamo metafisico ai De Chirico e ai Sironi, che è uno dei vertici della fotografia di Basilico – come predilezione assolutamente personale – che più mi intriga.

 

http://www.youtube.com/watch?v=PFaOtlpLijM

DVD Giart

 

Alcuni scatti di Sauro Marini alla mostra di Gabriele Basilico a Milano nel 2010

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