Roy Lichtenstein. Multiple Visions. Mudec-Museo delle Culture, Milano

Roy Lichtenstein. Multiple Visions. Mudec-Museo delle Culture, Milano

Fino all’8 settembre 2019

Non solo donne nude,  ma anche paesaggi  e città

Potrebbe essere un tuffo deciso e sicuro nella Pop Art, di cui fu certamente protagonista, invece la mostra milanese “Roy Lichtenstein. Multiple Visions”, è molto di più. Impegnato per decenni non a riprodurre ma a reinterpretare immagini con uno stile personalissimo e riconoscibile, approdò ad un’arte complessa che partiva dallo studio e dalla ricerca della “forma stampata”. La rassegna raccoglie 80 opere tra stampe, sculture, arazzi, fotografie e video percorrendo tutta la sua produzione: dai pezzi pre-pop dedicati alla storia americana fino ai nudi femminili degli anni 90 e ai paesaggi orientali. Lichtenstein (1923-1997) resta un personaggio nitido e non replicabile. Smagliante ed incisivo, segni e colori velocemente morbidi, conserva tutta la sua attualità. Il curatore Gianni Mercurio ha conosciuto bene Lichtenstein e sua moglie Dorothy nella Roma degli anni 90, accompagnandoli in visita ai palazzi nobiliari e alle italiche bellezze. “Aveva un amore forte per gli edifici degli anni 30 con il design modernista”. E molti soggetti del suo ammirato amore sono presenti al Mudec, come “Red Lamps” e “The Oval Room”; da non perdere però anche “Sunset” (1966) o “Reverie” (1965). Poco conosciuti ma molto belli i paesaggi naturali ispirati alla cultura vernacolare americana.

Info: MUDEC

Didascalia dell’immagine in alto: Crying girl, 1963


The Oval Office, 1992


Sunrise, 1965

 


Profile Head, 1988


American Indian Theme VI, 1980

 


The Couple, 1980

 

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