Riccardo Muti: Verdi, l’italiano

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Riccardo Muti: Verdi, l’italiano

ric-mutiVerdi, il genio che racconta l’animo umano

Verdi l’italiano, Rizzoli editore

 

Alla vigilia del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, 10 ottobre 1813, il maestro Riccardo Muti dedica al compositore un libro che è un omaggio appassionato e un viaggio illuminante nelle sue opere. Ed è anche un tentativo di fargli riconoscere nella storia della musica l’importanza che merita. Se infatti Mozart o Wagner sono indiscutibilmente considerati giganti nei loro Paesi d’origine e nel mondo intero, da noi Verdi è spesso stato presentato come il compositore dei motivetti facili e orecchiabili ed è stato in molti casi eseguito senza rispetto filologico, come se le sue partiture potessero essere modificate e adattate a piacimento.

“Ma Verdi – sostiene Muti – è un genio assoluto, è il patriarca della musica italiana e, se pure mette in scena le grandi passioni umane, lo fa sempre nella cornice di una straordinaria raffinatezza e nobiltà delle espressioni. Nelle pagine di Verdi, l’italiano, scritte con la massima autorevolezza ma anche in un linguaggio coinvolgente e per nulla pedante, i lettori vengono quindi accompagnati a scoprire il vero fascino di questo musicista, scandagliando il perfetto accordo tra parole e note che fa di ogni sua opera – non solo di Rigoletto, Traviata e Trovatore – un capolavoro di teatro. Ma la grandezza di Verdi sta anche nella tragedia dell’uomo moderno davanti a Dio come magistralmente resa nel Requiem, nell’interpretazione ineguagliabile dello spirito italiano che lo fece addirittura assurgere a bandiera del Risorgimento e in opere assolute quali Otello e Falstaff, frutti della maturità e di una finissima consapevolezza dell’incedere verso il tramonto della vita”.

 

libro-verdi-mutiMuti, durante la presentazione del libro, riprende anche la polemica Verdi e Wagner. La Scala infatti dedica il prossimo 7 dicembre, cioè l’inaugurazione di stagione, a Wagner e il 7 dicembre 2013 a Verdi, e ciò ha dato il via alla disputa: perché prima l’uno e poi quell’altro, e non viceversa?
Muti risponde spiegando di amare entrambi: “Il mio cuore di italiano batte più per Verdi è normale ma, è difficile togliersi di dosso la magia dopo aver portato in scena Wagner. Verdi ci apre un cielo azzurro, Wagner ci confonde. Due mondi diversi”.
Del genio di Verdi rimane la capacità eccelsa di leggere e raccontare in musica l’animo dell’uomo, di ogni uomo. Ragione per cui l’umanità, oggi e in futuro, ha e avrà sempre bisogno di Verdi.

Info: Riccardo MutiRizzoli editoreGiuseppe Verdi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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