Realismo Magico. L’incanto nella pittura italiana degli anni Venti e Trenta

Ubaldo Oppi Ritratto della moglie sullo sfondo di Venezia 1921 particolare

Realismo Magico. L’incanto nella pittura italiana degli anni Venti e Trenta

Ubaldo Oppi Ritratto della moglie sullo sfondo di Venezia 1921 particolare

Mart, Rovereto
Fino al 2 aprile 2018

 

Proprio di magia si è trattato. Perché, seppure stretta in non più di una decina di anni, tra le macerie della grande guerra all’avvento dei nazionalismi forti che portarono in Europa alle tragiche dittature, l’arte sembra sganciarsi da questo abisso. All’inizio per dimenticare i morti in trincea e poi per riprendere a vivere e a progredire; sta di fatto che l’arte percorre una strada di fulgida bellezza, creatività, singolarità. E’ una vera esplosione di genialità, di personalità, le più variegate e distanti le une dalle altre ma che, più o meno consapevolmente, aderirono o furono collocate nel cosiddetto realismo magico: definizione coniata nel 1925 dal tedesco Franz Roh. Ci sono le avanguardie, le fughe in vanti che si materializzano: cubiste, futuriste, espressioniste; fino alle correnti più intimiste che cercano di tracciare una filosofia esistenziale. Artisti di successo (non tutti, ma molti), come Cagnaccio di San Pietro, intenso e sensuale; Felice Casorati, il più realista, se così si puo’ dire; Ubaldo Oppi e Carlo Levi che vagamente (ma non tanto) attingono al nostro Quattrocento. Ci sono poi Antonio Donghi e Carlo Carrà, con le loro donne in famiglia, amiche o solo ammirate nei salotti buoni ed eleganti. Più di 70 opere qui a Rovereto, per la cura di Gabriella Belli (che per anni è stata encomiabile direttrice di questo bel Museo e alla quale va sempre riconosciuto il merito di averlo fatto amare a livello internazionale, così come meritava e merita) insieme a Valerio Terraroli. Un magnifico lavoro di selezione e di scelta: la visita alla mostra “Realismo magico. L’incanto nella pittura italiana degli anni Venti e Trenta” è a dir poco ammaliante. E viene da ripensare che le epoche storico-artistiche di passaggio, spesso trascurate dalla critica e dal pubblico, forse sono le migliori, o almeno tra le più interessanti, perché libere fino alla trasgressione, svincolate da correnti soggette più o meno alla politica e ancora possibiliste e ottimiste del futuro, anche quando è incerto. Da non dimenticare poi che Rovereto è bellissima!

 

Info: Mart-Rovereto

 

Immagine in alto: Ubaldo Oppi, Ritratto della moglie sullo sfondo di Venezia, 1921 (particolare)

 

Ubaldo Oppi Le due amiche 1924

Ubaldo Oppi, Le due amiche, 1924 (particolare)

 

Donne al caffè di Piero Marussig 1924

 Piero Marussig, Donne al caffè, 1924

 

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