POMPEI 79 D.C. UNA STORIA ROMANA. Colosseo, Roma

POMPEI 79 D.C. UNA STORIA ROMANA. Colosseo, Roma

Fino al 9 maggio 2021

300 ANNI DI STORIA, NON SEMPRE UNA  STORIA D’AMORE QUELLA TRA ROMA E POMPEI. DALL’ALLEANZA ALLA COLONIZZAZIONE, FINO AL DECLINO E ALLA DISTRUZIONE

Al secondo ordine del Colosseo, fino al 9 maggio, è aperta al pubblico la grande mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” dedicata al rapporto tra Roma e Pompei, le due realtà più famose dell’archeologia italiana, dalla Seconda guerra sannitica all’eruzione del 79 d.C. Un racconto dall’alto valore scientifico, basato sulla ricostruzione delle relazioni sociali e culturali rintracciabili in particolare attraverso la ricerca archeologica. Dall’alleanza, alla guerra, fino al declino e poi alla distruzione.
La rassegna intende presentare due realtà differenti eppure tanto vicine: Roma, paragonabile alle grandi “megalopoli” dell’antichità, con i suoi immensi spazi e la sua monumentalità; Pompei racchiusa nei suoi contenuti confini all’ombra del Vesuvio.
Infatti l’archeologia e le sue testimonianze materiali, esposte nelle diverse sezioni della mostra testimoniano gli intensi rapporti intercorsi tra le due città, sia in ambito economico-sociale, che culturale e artistico, dall’età sannitica fino all’eruzione del vulcano.
L’abitato vesuviano, prima sotto l’influenza sannitica e poi romana, risulta in entrambe le situazioni sostanzialmente dipendente da Roma. Infatti i coloni sillani giunti nell’80 a.C. dalla capitale, hanno portato a Pompei nuove influenze alimentando la cultura locale. È così che a Pompei fanno il loro ingresso la pittura del cosiddetto “Secondo Stile” a decorare le grandi domus patrizie, i ritratti funerari e i monumenti funerari, secondo gli orientamenti artistici e architettonici diffusi a Roma.
La mostra, con i suoi quasi 100 reperti, arricchita da video e proiezioni virtuali, è suddivisa in tre grandi sezioni – la fase dell’alleanza, la fase della colonia romana, il declino e la fine –, intervallate da intermezzi dedicati a due momenti cruciali che hanno segnato la lunga storia di Pompei: l’assedio romano dell’89 a.C. e il terremoto del 62 d.C., fino all’evento distruttivo del 79 d.C. che segna l’oblio del centro vesuviano. L’esposizione,  che prosegue fino al 9 maggio, è  promossa dal Parco archeologico del Colosseo e si avvale della collaborazione scientifica del Parco archeologico di Pompei e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Info: Parco Colosseo


Diana Saettante; dal Tempio di Apollo, Pompei 


Parete in stucco policromo, 62-79 d.C.; da Pompei, Casa di Meleagro, tablino 8, parete est


Statua di Eumachia, fine del I sec. a.C.-inizi del I sec. d.C.; da Pompei, Edificio di Eumachia


Parete in stucco policromo, 62-79 d.C.; da Pompei, Casa di Meleagro, tablino 8, parete est


Pavimento in mosaico con pesci di mare; dalla Casa del Fauno di Pompei


Affresco da Moregine con processione sacra