02 Ott Lei. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Palazzo del Governatore, Parma
Fino all’8 marzo 2027
ETERNA MA SEMPRE INCOMPLETA LA STORIA AL FEMMINILE

Questa mostra è il secondo capitolo della collaborazione tra il Comune di Parma e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. L’esposizione, che vede la collaborazione di Solares Fondazione delle Arti e il sostegno di Fondazione Cariparma e Regione Emilia-Romagna, è curata da Renata Cristina Mazzantini e Cesare Biasini Selvaggi. Oltre 60 opere, distribuite in 13 sale, raccontano più di due secoli di storia attraverso dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi provenienti esclusivamente dalle collezioni della GNAMC. Il percorso propone una sorprendente rassegna di figure femminili reali e ideali, esplorando le trasformazioni estetiche, psicologiche, culturali e politiche che hanno accompagnato la nascita della modernità. Dalla Madame Ginoux di Vincent van Gogh alla Marchesa Casati ritratta da Giovanni Boldini, da Hanka Zborowska di Amedeo Modigliani a Carminella di Antonio Mancini, fino al Nu Debout di Pablo Picasso, recente acquisizione donata dalla Cy Twombly Foundation, le protagoniste della mostra restituiscono identità, personalità e destini differenti. Un immaginario al femminile che, accanto agli eccezionali prestiti di Gustav Klimt, Alberto Giacometti, Man Ray, Medardo Rosso e Kees van Dongen, presenta numerosi ritratti realizzati da artiste che indagano figure di donne e ne interpretano la complessità, come nel caso di Antonietta Raphaël Mafai, Dora Maar, Francesca Woodman, Vanessa Beecroft e Marinella Senatore. Una mostra sul ritratto, dunque, ma anche sullo sguardo: quello degli artisti sulle donne e quello delle donne su se stesse e sulle altre donne. Un percorso nel quale la storia dell’arte diventa una storia di autodeterminazione e riappropriazione del corpo, contribuendo così alla definizione di una nuova identità femminile. Una sezione del percorso espositivo è dedicata alla ricerca in Italia tra le due guerre mondiali. In questa complessa fase di transizione, la figura femminile acquista una presenza sempre più autonoma e incisiva sulla scena artistica. I ritratti testimoniano la varietà delle esperienze del periodo, dalla Metafisica al Realismo magico e al Novecento italiano, mostrando anche il progressivo superamento degli stereotipi femminili imposti dalla cultura e dalla propaganda del regime. È proprio nello scarto tra l’immagine pubblica e la dimensione interiore che emerge una forma di resistenza silenziosa, nella quale le donne appaiono spesso immobili, ma non passive, appartate, ma non prive di volontà. Nei loro volti e nei loro corpi si apre così uno spazio di autonomia che mette in discussione rigidi modelli convenzionali. La scelta di presentare la mostra nel 2026 assume un significato specifico anche in relazione all’ottantesimo anniversario del voto alle donne in Italia. Afferma Renata Cristina Mazzantini che, se una storia lineare dell’emancipazione è difficile da delineare, il percorso espositivo vuole utilizzare le opere per misurare le trasformazioni del modo in cui la donna è stata osservata, immaginata e rappresentata.
Info: GNAMC
Didascalia dell’immagine in alto: Renato Guttuso, Ragazze a Palermo, 1940

Amedeo Modigliani, Ritratto di Hanka Zborowska o Signora dal collaretto, 1917 ca

Giovanni Boldini, Ritratto della Marchesa Casati con penne di pavone, 1911-1913

Cagnaccio di San Pietro, La ragazza e lo specchio, 1932

De Nittis Giuseppe, La piccola inglese, 1879-80