LA REGIONE DELLE MADRI. I paesaggi di Osvaldo Licini. Centro Studi Osvaldo Licini e Casa Museo Osvaldo Licini, Monte Vidon Corrado

LA REGIONE DELLE MADRI. I paesaggi di Osvaldo Licini. Centro Studi Osvaldo Licini e Casa Museo Osvaldo Licini, Monte Vidon Corrado

Dal 25 luglio all’8 dicembre 2020

OSVALDO LICINI TORNA IN MOSTRA NELLA SUA CITTÀ NATALE

Un’occasione imperdibile per ammirare i paesaggi nella sua casa, affacciandosi alle finestre e facendosi travolgere dalla sua poetica. Osvaldo Licini e la sua Monte Vidon Corrado. Non solo amore ma una intera vita e un’arte dedicate. Un lascito meraviglioso con opere che hanno invaso il mondo e hanno determinato uno spartiacque tra cielo e terra, facendolo attraversare da stelle, lune, Amalasunte. Una geografia che risplende sempre luminosissima! E’ stato anche Sindaco in un difficile momento come il dopoguerra. Prendersi cura, questo ha sempre fatto! Monte Vidon Corrado, che gli ha dato i natali, è per l’artista il luogo della creazione, quello in cui sceglie di vivere con la moglie, la pittrice svedese Nanny Hellström, conosciuta durante i suoi anni parigini. E La regione delle madri. I paesaggi di Osvaldo Licini indaga proprio il rapporto tra Licini e il paesaggio marchigiano, mettendo in mostra le vedute francesi e quelle svedesi, le fonti pittoriche e quelle letterarie, il paesaggio descritto nelle lettere e quello disegnato o dipinto, la sua interiorizzazione e le proiezioni cosmiche degli ultimi anni. Costituisce inoltre l’occasione per riflettere sulla cronologia delle opere degli anni Venti e per pubblicare documenti inediti importanti a comprendere il passaggio alla fase del figurativismo fantastico.
La mostra che raccoglie 90 oli e 30 disegni, di cui 33 del periodo figurativo, 9 dipinti astratti degli anni Trenta e i rimanenti degli anni Quaranta e Cinquanta, provenienti da importanti collezioni pubbliche e da molti collezionisti privati metterà in luce il profondo legame di Licini con la sua terra e la dimensione europea della sua cultura. La curatrice Daniela Simoni così spiega: “Molti i capolavori, ma anche le opere poco conosciute, qualcuna mai esposta, raccolti all’interno del denso percorso che si articolerà per nuclei tematici tra il Centro Studi e la Casa Museo”.
I luoghi hanno sempre un particolare significato in relazione all’arte: basti pensare a ciò che rappresenta Giverny per Monet o Aix-en-Provence per Cézanne, o ancora Arles per Van Gogh. E l’arte di Licini si sostanzia della suggestione del suo paesaggio marchigiano, interpretato anche in chiave simbolica cosi come descrive in una lettera del febbraio del 1941 al teosofo e filosofo Franco Ciliberti, fondatore del movimento Valori Primordiali «Ti scrivo dalle viscere della terra la “regione delle madri” forse, dove sono disceso per conservare incolumi alcuni valori immateriali, non convertibili, certo, che appartengono al dominio dello spirito umano. In questa profondità ancora verde, la landa dell’originario forse, io cercherò di recuperare il segreto primitivo del nostro significato nel cosmo».
Il catalogo della mostra della casa Editrice Electa, vede i contributi di Daniela Simoni, Stefano Bracalente, Mattia Patti, Bianca Lucia Maglione e Stefano Papetti.

Info: Turismo Marche

Didascalia dell’immagine in alto: Osvaldo Licini, Amalassunta Luna, 1946


Osvaldo Licini, Marina, 1921


Osvaldo Licini, Omaggio a Cavalcanti, 1954


Osvaldo Licini, Personaggio, 1945

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