La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche. Pinacoteca Civica Bruno Molajoli, Fabriano (Ancona)

La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche. Pinacoteca Civica Bruno Molajoli, Fabriano (Ancona)

Fino all’8 dicembre 2019

L’OMBRA DI CARAVAGGIO SULLE MARCHE, CON ORAZIO GENTILESCHI A FABRIANO

Orazio Gentileschi tra i più significativi allievi di Caravaggio fa risplendere la Pinacoteca di Fabriano con una mostra importante e affascinante fino all’8 dicembre. “La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche” con sguardo ampio al territorio dove l’emozionante spinta modernista si sviluppò e fiorì esprimendo anche altri notevoli artisti che qui hanno lavorato e lasciato molte bellissime opere. Utile ed originale l’esposizione fabrianese, se si vuole comprendere cosa Caravaggio rappresentò per tutta l’arte del suo tempo, anche per le Marche, seppure in questa regione è completamente assente. ll suo influsso è evidente: quasi un’impronta incancellabile. Basta ammirare Francesco Guerrieri o Giovanni Baglione, Angelo Caroselli e Carlo Bonomi. E poi Guido Cagnacci, Giovanni Lanfranco, Simone Cantarini. Orazio Gentileschi, purtroppo più noto al grande pubblico per le tragiche e violente vicende della figlia, la pittrice Artemisia, viene ora riproposto in tutta la sua luce e la sua forza con una capacità di emozionare e di interpretare che, per la prima volta, emergeva in quel tempo. Fabriano, per la sua posizione e la sua storia è universalmente riconosciuta come osservatorio speciale e privilegiato sui fatti artistici che, a partire dalle Marche, hanno avuto poi un impatto ben più vasto. Dopo l’esposizione su Gentile da Fabriano nel 2006 e il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’Unesco, la città ospita questa grande mostra sulla figura e l’attività di Orazio Gentileschi, pittore commovente, caravaggesco elegiaco e limpido, che rivela uno speciale focus nel momento fabrianese e marchigiano. Una novità-curiosità accattivante, che si deve alla giovane ricercatrice di Sassoferrato Lucia Panetti, è quella che riconosce il volto di Artemisia, nota figlia del pittore e grande pittrice, all’epoca quattordicenne, nella Circoncisione di Ancona: tra gli angeli nel cielo il suo ritratto è nelle vesti di Santa Cecilia che suona l’organo portativo.

Info: Pinacoteca Fabriano

Didascalia dell’immagine in alto: Orazio Gentileschi, Madonna con Bambino e Santa Francesca Romana, 1615-1818


Giovan Francesco Guerrieri, Maddalena Penitente, 1625-1630


Orazio Gentileschi, Circoncisione, 1607


Guido Cagnacci, Maddalena Penitente, 1637-1640


Orazio Gentileschi, Madonna del Rosario, 1613-1617


Simon Vouet, Maddalena e due angeli, 1621

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