27 Feb L’ “Estasi” del Beato Pietro da Treia di Giacomo di Nicola. Treia (Macerata)
RIVELA LA POESIA E LA TENEREZZA DEL MONDO FRANCESCANO

Lo storico dell’arte Giancarlo Mandolini e la giornalista Loredana Cinti, per la rubrica Artevagando, ci portano nella città di Treia un caratteristico borgo della provincia di Macerata, situato a nord del fiume Potenza su un colle di arenaria dal quale è visibile tutta la valle. Secondo la tradizione antichissima Treia venne eretta in epoca pre-romana; fondata nel 380 a.C. conserva nella cattedrale dedicata all’Annunziata, all’interno della sacrestia, una tavola dipinta del secolo XV di enorme importanza per il mondo francescano perchè memoria dell’apparizione della Vergine Maria al francescano il Beato Corrado da Offida. Di questa apparizione ne parlano i fioretti di S. Francesco al capitolo 44.
La tavola dipinta è stata realizzata nel secolo XV ed è attribuita a Giacomo di Nicola che è stato attivo nelle Marche nel secolo XV. L’espressività artistico pittorica ricorda i modelli del tardo gotico veneziano caratterizzato all’uso di tinte leggermente sfumate e alla delicatezza e alla rotondità delle forme.
A Treia la tavola è posta nella Cattedrale già precedentemente presente nel convento di Forano. L’opera è dipinta a tempera d’uovo e si presenta a forma di un’ampia lunetta e narra l’episodio miracoloso presente nei fioretti di S. Francesco: “Nella notte precedente del 2 febbraio 1289 la Vergine appare a frate Corrado da Offida che era assorto in preghiera. Alla miracolosa visione assisteva frate Pietro. Frate Corrado vedendo la Vergine con in braccio il Bambino si commosse e chiese che gli venisse offerto per qualche minuto Gesù. L’Immacolata acconsentì e pose nelle braccia di frate Corrado il figlio suo. Terminata questa visione frate Corrado esclamò: “Ora posso morire in pace perchè ho visto il Signore”.
Nella tavola dipinta dal recanatese nel 1412 è presente la Beata Vergine Maria circondata da angeli e santi in atto di porgere al Beato Corrado da Offida Gesù Bambino. In basso a sinistra è raffigurato il Beato Pietro da Treia dalla cui mano pende un cartello con il motto “Laetus moriar quia vidi Dominum meum”. Oltre ai personaggi sopra citati si notano nella tavola i santi Francesco, Lorenzo, Giacomo, Giovanni Battista e Giovanni Evangelista.
Il quadro fu donato alla Cattedrale di Treia dalla famiglia Grimaldi che l’aveva acquistato dal Demanio nel 1812 dopo la soppressione degli istituti religiosi perpetrata da Napoleone Bonaparte.
Il progetto della Cattedrale è dell’architetto romano Andrea Vici, discepolo del Vanvitelli. E’ considerata uno dei maggiori templi delle Marche per ampiezza, maestosità e purezza delle linee.
FOTO IN ALTO: DALL’ARCHIVIO PERSONALE DI GIANCARLO MANDOLINI
Ascolta l’audiointervista di Loredana Cinti

Cattedrale della Santissima Annunziata
