I Macchiaioli. Capolavori dell’Italia che risorge. Palazzo Zabarella, Padova

I Macchiaioli. Capolavori dell’Italia che risorge. Palazzo Zabarella, Padova

Fino al 18 aprile 2021

EMARGINATI  CON IDEALI RISORGIMENTALI. DIMENTICANO LA FORMA PER IL COLORE

Nascono così i Macchiaioli: abbandonano i miti e il romanticismo per rincorrere la realtà con panorami, ambienti familiari e quotidiani. Nella seconda metà dell’800 un gruppo di artisti dimentica l’accademia e si concentra sul colore: gente al mercato, bambini nel sonno, donna che legge. La forma non esiste e tra luce e ombra e dipingere significa macchiare con diverse tonalità. Vicine, o distanziate le macchie delineano la scena, i personaggi, i particolari altrimenti nascosti. Lo spirito rinascimentale influenza la cultura e l’arte. Forse anticipando l’era di Van Gogh, Gaugin e Monet i Macchiaioli indicano e ne hanno la capacità di rappresentare il mondo che ci circonda con sincera attenzione ed esperienza diretta. E così arrivano le pescivendole di Signorini, l’erbaiola di Fattori, le signore al sole, le bambine di Lega, la donna che legge il giornale. Più di 100 capolavori sono in mostra a Padova, oltre a Lega e Signorini anche Fattori e Cabianca, Boldini e Borrani. Tra chiaro scuri e scoppi di colori appare una Italia che desidera risorgere e sembra, dalle opere esposte a Palazzo Zabarella, anche riuscirci. Del resto immergersi nella luce e nel colore vuol dire respirare energia e sagome che si stagliano in un cielo sempre più azzurro e limpido quando mai inducono alla tristezza? I curatori Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca, indagano e approfondiscono questo (che è molto di più di un movimento o una corrente) e che ha ancora punti irrisolti, servendosi di appunti e studi tralasciarti e attraverso fonti spesso trascurate. Ossia quella rappresentata dalla nutrita schiera di collezionisti e di mecenati, una fitta rete di sostenitori, ma anche di colleghi pittori che ne intuirono l’importanza, accogliendoli spesso nelle loro famiglie e supportandoli fortemente. A questo proposito è bene ricordare Diego Martelli, critico e letterato, che aveva anche ideato e realizzato per loro un luogo privilegiato o luogo del cuore: la sua casa a Castiglioncello, che da borgo per le vacanze borghesi divenne un simbolo della creatività e libertà di visione. Sempre aperto a tutti loro.

Info: Palazzo Zabarella

Didascalia dell’immagine in alto: Vincenzo Cabianca,  Al sole, 1866

Odoardo Borrani, Mietitura del grano nelle montagne di San Marcello, 1861


Telemaco Signorini, Bambini colti nel sonno, 1896


Giovanni Fattori, Lâ Arno a Bellariva, 1875 circa


Silvestro Lega, Le bambine che fanno le signore, 1872


Silvestro Lega, L’elemosina, 1864