Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti. Palazzo Martinengo, Brescia

Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti. Palazzo Martinengo, Brescia

Fino al 9 giugno 2019

Dal cigno di Leda a San Giorgio a cavallo:  gli animali protagonisti della scena

Spesso in posa, o in azione, gli animali affollano soprattutto la pittura antica. A volte rappresentano la natura e si fondono col paesaggio, altre definiscono una storia. Ma il ruolo non è mai secondario e stabilisce il carattere dell’opera. Il racconto tra gli uomini e gli animali è stato narrato ampiamente e con successo nelle opere ispirate a testi biblici, ma anche in quelli mitologici dove assumono vesti aggraziate, come il cane di Diana o l’aquila di Ganimede e il toro di Giove. 100 sono le opere esposte a Palazzo Martinengo: cani, gatti, uccelli, pesci, rettili e animali della fattoria, spesso raffigurati in compagnia dell’amico uomo. Tra questi di particolare bellezza Fenicottero del fiammingo Pieter Boel. Poi ci sono i cosiddetti autori della “natura in posa”; tra i quali emerge Giuseppe Recco con la natura morta Pesci e molluschi sullo scoglio. Per l’ambito amico dell’uomo Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto con Vecchio con un cane carlino. Non mancano gli animali esotici, spesso fantastici: dalle tigri agli elefanti e agli struzzi. Qui non si rappresenta più la natura, ma si sprigiona la fantasia!

Info: la mostra

Didascalia dell’immagine in alto: Giovanni Benedetto Castiglione detto Grechetto, L’arca di Noè, 1650 circa

 


Giacomo Ceruti, Ritratto di vecchio con carlino


Pietro Boel, Fenicottero, 1650 circa


Luca Longhi,  Dama con unicorno


Michelangelo Pace da Campidoglio, Ritratto di levriero

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