Gio Ponti. Amare l’architettura. MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma

Gio Ponti. Amare l’architettura. MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma

Fino al 13 Aprile 2020

AMATE L’ARCHITETTURA PER AMARE LA VITA

“Amate l’architettura, la antica, la moderna. Amate l’architettura per quel che di fantastico, avventuroso e solenne ha creato –  ha inventato –con le sue forme astratte, allusive e figurative che incantano il nostro spirito e rapiscono il nostro pensiero, scenario e soccorso della nostra vita.”

Così scrive Gio Ponti nel 1957. Un pensiero deliziosamente e fortemente incisivo, come tutto il suo lavoro. Architetto, designer, art director, scrittore, poeta, critico. E’ stato un artista a 360 gradi che ha attraversato quasi integralmente il XX secolo, segnandone profondamente il gusto, rispecchiandone le istanze più significative e anticipando molti temi dell’architettura contemporanea. Eppure ancora troppo poco valutato e riconosciuto rispetto al peso, all’influenza, alla linea netta che tracciò. Giramondo fantastico, poliedrico e multiforme, sintesi unica e originale di tradizione e modernità, storia e progetto, cultura d’élite e vivere quotidiano. Non si fece mancare nulla; non si tirò mai indietro. La committenza, pubblica ma anche privata, veniva assecondata al meglio. Aziende e luoghi di studio, oggetti di uso quotidiano e arredamento di uffici e di navi, cattedrali e musei, dimostrano la sua ricerca mai dogmatica o ideologica, in cui classicità e modernità, paesaggio naturale e orizzonte urbano, vocazione sociale dello spazio e salvaguardia della bellezza si rincorrono, a volte sovrapponendosi. La mostra, sapientemente curata da Maristella Casciato e Fulvio Irace, riesce a evidenziare l’imbattibile vivacità del Ponti architetto. Dall’aspirazione alla verticalità e alla leggerezza attraverso la smaterializzazione delle facciate, la concezione di una città verde e della natura quale parte integrante dell’agenda dell’urbanistica e dell’architettura; fino alla flessibilità degli spazi domestici. Tutte tematiche da lui proposte e realizzate con molti decenni di anticipo. Ma proprio questa sua inesausta capacità di percepire, di guardare avanti conservando il bello dell’antico, l’ha allontanato dalla èlite culturale ed accademica che invece ha bisogno di schemi, date, epoche, stili. Tra odierno e futuro, Gio Ponti privilegiava la quotidianità sincera, fluida, dinamica, colorata. Ad ingresso mostra alcuni stendardi riproducono facciate stilizzate di grattacieli ed evocano lo skyline di una immaginaria città pontiana. Poi con una rampa si viene condotti all’interno della sua opera più famosa: il Grattacielo Pirelli a Milano. L’amato, odiato, vezzeggiato e parodiato Pirellone! Poi, la notissima Villa Planchart a Caracas (1953-57) oppure l’Istituto italiano di cultura di Stoccolma del 1958. Poi il tema della casa: le prime Domus tipiche milanesi, fino al suo appartamento  milanese di Via Dezza. Non mancano la Concattedrale di Taranto (1970), il Grande magazzino de Bijenkorf a Eindhoven, i Palazzi per i Ministeri di Islamabad. Esposti anche i disegni delle posate per Christofle, le ceramiche per Marazzi, le maniglie per Olivari, i lavabi per Ideal Standard, la sedia Superleggera di Cassina e persino il modello della carrozzeria per un’automobile di una linea non a caso chiamata Diamante. Un originalissimo progetto fotografico realizza una mostra nella mostra: 8 fotografi hanno animato e dato vita odierna con sguardi contemporanei  ad  altrettante opere pontiane. La Concattedrale di Taranto, l’Hotel Parco dei Principi a Sorrento,Villa Planchart a Caracas, Grandi magazzini de Bijenkorf a Eindhoven, Il Liviano (Facoltà di Lettere) e Palazzo del Bo (Rettorato), Università di Padova, il primo e il secondo palazzo Montecatini a Milano, la Scuola di Matematica a Roma, il Grattacielo Pirelli a Milano. La città pontiana è ancora viva e palpitante. Il progettista era un architetto veramente grande e sarebbe ora di accorgersene  Dopo questa mostra romana, la sua Milano potrebbe finalmente dedicargli qualche cosa di importante e duraturo; così come importante e duraturo è stato tutto il suo lavoro nel mondo!

Info: MAXXI

Concattedrale di Taranto 1964/70 © Gio Ponti Archives


Torre Pirelli 1956 – 60 © Gio Ponti Archives

Villa Planchart, Caracas 1953 – 57  © Gio Ponti Archives


Interno della Casa Ponti in Via Dezza Milano 1956-57 © Gio Ponti Archives

Immagini della mostra: Museo del Maxxi ©Musacchio/Ianniello/Pasqualini

 

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