DONNE DELL’ASTRAZIONE. Museo Guggenheim, Bilbao

DONNE DELL’ASTRAZIONE. Museo Guggenheim, Bilbao

Fino 27 febbraio 2022

ASTRATTISMO: UN FEMMINILE DIROMPENTE

Una mostra straordinaria riscopre il talento di centodieci artiste, finora invisibili per la storia dell’arte, e si interroga sui rapporti tra creatività e femminismo.
Visitando il Museo Guggenheim Bilbao (se siete in città questo fine settimana l’ingresso è gratuito) non possiamo che dare ragione a Kandinsky: l’equazione astrazione uguale prigione (di creatività, libertà, sentimenti) non regge. 
A dimostrarlo sono le tante artiste donne che, dalla fine dell’Ottocento a oggi, hanno scelto questa forma per esprimere sé stesse: l’italiana Carla Accardi (1924-2014), ad esempio, che per prima (prima anche sui colleghi uomini!) ha sdoganato l’astrazione in Italia con un certo successo.
La Accardi è una delle 110 Donne dell’astrazione che il Guggeheim Bilbao celebra ora con una mostra-monstre, praticamente irripetibile: concepito, grazie al patrocinio dalla Fundación BBVA, da Christine Macel, curatrice capo del Centre Pompidou, e Karolina Lewandowska, direttrice del Museo di Varsavia, il progetto nasce dall’intelligente confronto tra studiose diverse e – dettaglio non secondario – dalla collaborazione tra il Pompidou e Guggenheim Bilbao, a dimostrazione che quando le eccellenze europee, anche in ambito museale, anziché farsi la guerra si prendono per mano, possono generare progetti di ricerca pieni di senso e bellezza. Donne dell’Astrazione presenta una nuova storia dell’Astrattismo mettendo finalmente sotto i riflettori le opere e le biografie di artiste troppo a lungo nascoste tra i libri di storia, troppo a lungo relegate a noticine a pie’ di pagina. Sì, Carla Accardi è nota, ma chi ha mai sentito parlare di Georgiana Houghton?  Si tratta di una delle grandi scoperte di questa mostra: la incontriamo subito nella prima sala con le sue tele piene di filamenti colorati, che ha iniziato a dipingere dopo la morte della sorella. Nata alla Canarie, si trasferisce a Londra: siamo a metà dell’Ottocento. I suoi lavori da allora conservati, sono oggi esposti a Bilbao e dimostrano che  l’astrazione non nasce – come recitano tutti i testi scolastici –  nel 1910 con il primo acquarello astratto di Kandinsky, ma almeno quarant’anni prima, dalle intuizioni di un’artista semisconosciuta e oggi finalmente riscoperta.
Oggi ci si interroga sulle cause per cui le donne sono state rese invisibili in alcuni capitoli della storia dell’arte, come appunto questo dell’Astrazione. In mostra, una parete è dedicata ai loro ritratti: un omaggio doveroso, che restituisce visibilità a chi a lungo è stata ignorata. Eccone alcune: Lee Krasner (alias Mrs Jackson Pollock, quindi novella Penelope), Howardena Pindell, Harmony Hammond, come Giannina Censi, Natalia Goncharova, Saloua Raouda Choucair, Carmen Herrera, fino a Fahrelnissa Zeid.  Dimenticate quasi totalmente dalla critica d’arte, queste “capitane coraggiose”, sono state invece sostenute da due americane importanti di grande peso culturale: la collezionista Peggy Guggenheime Hilla Rebay, collaboratrice e curatrice di fiducia dello zio di Peggy. Solomon R. Guggenheim.  Non sarebbe bello se questa straordinaria mostra segnasse una svolta e, in futuro, la stessa etichetta di “donne artiste” – stile quote rosa dell’arte – diventasse superflua? Una delle finalità di questa esposizione è infatti quella di assegnare loro un nuovo posto nella storia dell’arte, partendo dalle origini, nel 1860, con Georgiana Houghton appunto!

Info: ANSA 

Didascalia dell’immagine in alto: Saloua Raouda Choucair Fractional Module, 1947-1951


Barbara Kasten, Metafase 3, 1986


Joan Mitchell Mephisto, 1958


Helen Saunders Canon, ca. 1915