Donne. Corpo e Immagine tra simbolo e rivoluzione. Galleria d’Arte Moderna, Roma

Donne. Corpo e Immagine tra simbolo e rivoluzione. Galleria d’Arte Moderna, Roma

Fino al 13 ottobre 2019

DONNE FEMMINILI OPPURE FEMMINISTE? LA RISPOSTA ANCORA INCERTA

“Le donne devono essere nude per entrare nei Musei?” questo si chiedevano le artiste femministe radicali americane negli anni ’80. La mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Roma dimostra che lo sguardo è cambiato e non è più solo sul corpo. 100 opere per comprendere come è stata interpretata la figura femminile negli ultimi due secoli. “Donne, Corpo e Immagine tra simbolo e rivoluzione” con dipinti, sculture e grafiche, videoinstallazioni, film e documenti fino al 13 ottobre raccontano l’evolversi e il mutare della rappresentazione della figura femminile; a partire da fine Ottocento fino alla relazione tra arte contemporanea, emancipazione femminile e lotte femministe. Senza tralasciare l’inevitabile interfaccia tra santa e tentatrice per poi passare alla consacrazione della regina del focolare sotto il fascismo. Ma anche in quel periodo si levavano voci contraddittorie come “Donne che si spogliano (1934)” di Mario Mafai con due nudi femminili. Bisogna però arrivare agli Anni 60 perché le donne esprimano direttamente il loro immaginario con Tomaso Binga (pseudonimo di Bianca Pucciarelli) e Giosetta Fioroni. Non è da tralasciare uno dei capolavori di Giacomo Balla, titolo “Il dubbio (1907-1908)” che è anche il manifesto di questa mostra e che rappresenta la moglie Elisa che emerge dall’ombra con un accenno di sorriso. Un sorriso pacatamente femminile, ma forse già un po’ sommessamente femminista?

Info: Galleria d’Arte Moderna, Roma

Didascalia dell’immagine in alto: Amedeo Bocchi, Nel parco, 1919


Giacomo Balla, il dubbio, 1907-1908

 


Istvan Csok, Angolo di studio, 1905-1910

 


Antonio Donghi, Donna alla toletta, 1930

 


Mario Maffai, Donne che si spogliano, 1934

 

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