DOMENICO GNOLI. Fondazione Prada, Milano

DOMENICO GNOLI. Fondazione Prada, Milano

Fino  al 27 febbraio 2022

HA PRODOTTO MOLTO POCO, MA LASCIA TANTO. NON SOLO DETTAGLI

Spesso l’originalità, l’unicità, lo stile, il fascino di un personaggio possono distrarre dalla sua arte. E’ questo il caso di Domenico Gnoli, finalmente in mostra come merita, alla Fondazione Prada. Morto a soli 36 anni nel 1970, è stato un artista italiano di sensibilità internazionale e di enorme originalità, che incrociò nella vita gente come Laurence Olivier e Italo Calvino, Jean-Louis Barrault e Robert Graves, Cecil Beaton ed Ernst Fuchs. Un isolato, anche, che non si riconosceva nelle correnti artistiche sue contemporanee: spesso confuso con la Pop Art, di cui fu semmai un precursore. E la milanesissima Fondazione, come sempre particolarmente attenta agli outsider, gli dedica una gran mostra, ideata nel 2020 da Germano Celant, con un percorso di circa 100 opere e disegni dal 1949 al 1969. Gnoli, figlio e nipote di critici d’arte ed enfant prodige, cominciò dalla grafica e dall’illustrazione e lavorò per parecchio tempo in teatro, creando bozzetti e scenografie. Riviste, edizioni, disegni per reportage. Questo si ritrova in mostra e non ci si meraviglia. Non mancano i suoi dettagli: una ciocca di capelli, il taschino di una giacca, il nodo alla cravatta, il tacco. Sono gli oggetti inanimati, tra i quali anche scarpe, e altri capi di vestiario, copriletti, vasche da bagno e altri elementi dell’arredamento, e anche capelli, trecce, riccioli e scriminature. Non riprodotti ma esaltati, enfatizzati, arricchiti di fascino ed eleganza, forza, vita. Pantografati, esplorati, fino ad assumere una solennità totemica. Una personalità complessa quella di Gnoli, di un uomo libero. Così scriveva: «Dipingo come mi pare senza più preoccuparmi della cultura del secolo e delle mie responsabilità verso di essa, e allo stesso modo intendo vivere: libero e fedele solo a quel tanto o poco di vero che mi sento adesso».

Info: Fondazione Prada

Didascalia dell’immagine in alto: Domenico Gnoli, Due dormienti, 1966


Domenico Gnoli, Coat, 1968


Domenico Gnoli, Cravate, 1967


Domenico Gnoli, Curl, 1969


Domenico Gnoli, Robe verte, 1967


Domenico Gnoli, 1963 (Parigi)