DISCENDENZA. Carlo Cecchi

la-doccia-del-fiume 324-241

DISCENDENZA. Carlo Cecchi

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Pinacoteca Francesco Podesti, Ancona
Dal 29 settembre al 30 novembre 2017

 

21 ESPLICITI E DUBITATIVI DIPINTI DI CARLO CECHI IN PINACOTECA

 

Carlo Cecchi, già più volte in mostra ad Ancona in questi ultimissimi anni, stavolta però porta nella bella e stracontemporanea Pinacoteca Podesti, 21 opere, tutte nuove e non solo anagraficamente. Titolo, come sempre per lui, che indica un posizionamento preciso e netto ma mai stabile: “Discendenza”. Mille e più letture ancora una volta. Incessante è infatti la ricerca, la voglia di dare senso immaginativo al pensiero. Quesiti espliciti e allo stesso tempo interroganti e dubitativi dipinti resteranno in Pinacoteca fino al 30 novembre, collocati in due spazi precisi: le stanze della Cisterna, (spazi medioevali emersi durante la realizzazione dell’ampliamento) e il quarto piano. «La mostra è un percorso in discesa – racconta l’artista – e ha un doppio significato. Il primo è geografico. Essendo nato a Jesi, con i miei amici prendevo il pullman per raggiungere il mare, ad esempio Palombina Nuova, e il percorso era in discesa. Il secondo significato è personale e riguarda il passaggio tra passato e futuro e tra gli avi e i nostri figli». Temi tratti da ricordi ma non solo, come in “La custodia della notte” (2017, olio e acrilico su tela) c’è un peschereccio che rimanda «ad Ancona e al mio rapporto con la città dorica», mentre ne “La doccia del fiume” (2017, olio su tela) è raffigurato il percorso del fiume Esino che dalle montagne scende fino al mare.

In “Planata sopravento” (2017, olio su tela) c’è anche un’oca. «Nella zampa ha uno spago – spiega – ma è un’oca slegata. L’oca è un ricordo del mio passato, quando mia nonna nella Vallesina mi portava in campagna». In “Una qualsiasi città vicina” (2017, olio su tela) «ho invece raffigurato il Monte San Vicino che vedo dalla terrazza della mia casa» e, a destra del dipinto, c’è la sagoma di un piccolo paese. Da qui il titolo del quadro. E ancora Cecchi ha disegnato una nave fenicia ne “L’ingresso del mare” (2017, olio e smalto su tela), mentre in “Fermata e dolcificata” (2017, olio e smalto su tela) c’è un rimando alle grotte di Frasassi. Poi c’è “Corpo di lampada” (2017, olio su tela), in cui «ho trasformato un’oliera in una lampada. Non sono un pittore naturalistico e qui si vede bene la natura pop del mio lavoro. Quando ho realizzato questo dipinto ho pensato al pittore Concetto Pozzati, morto quest’estate. Era una delle poche persone con cui parlavo veramente di arte e nel dipinto, quindi, c’è una sorta di lampada votiva».

La Pinacoteca Podesti merita una visita, tanti sono i capolavori che raccoglie: Lorenzo Lotto, Tiziano, Sebastiano Del Piombo, Crivelli. Uno scrigno magico che puo’ essere aperto anche attraversando con una limpida e coerente allegria artistica opere contemporanee, come queste di Carlo Cecchi, a ricordarci che ogni tempo ha la sua lettura e la sua immagine. Sono sempre belle ed importanti, soprattutto se veritiere, come quelle di questa mostra.

 

Info: Comune Ancona  

 

Immagine in alto: La doccia del fiume

 

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La rivelazione del blu

 

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Una qualsiasi città vicina

 

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Carlo Cecchi e il dipinto L’ingresso del mare