De Pisis. Museo del Novecento, Milano

De Pisis. Museo del Novecento, Milano

Fino all’1 marzo 2020

PIÙ UN’OPERA D’ARTE È GRANDE E PIÙ SI RIBELLA DI PER SE STESSA A OGNI DEFINIZIONE

Sfavilla nel severo Palazzo del Novecento, in Piazza Duomo, la mostra monografica su Filippo de Pisis. Il tracciato sull’artista ferrarese conferma una delle sue dichiarazioni, dissuadenti ma non violente, che recitava, “Più un’opera d’arte è grande e più si ribella di per se stessa a ogni definizione storica e critica e meno facilmente entra nella tradizione e nei quadranti delle teorie e delle definizioni”. Il museo milanese da tempo indaga sul secolo breve e con questa esposizione di oltre novanta dipinti,  riesce a darci una immagine completa dell’artista, esaltando anche i dettagli e le varie interpretazioni. Si tratta infatti in de Pisis di una apparente semplicità, che attenua la complessità e i vari momenti e approcci stilistici. Attraversò la temperie culturale ma non sacrificò mai la sua indole profonda tesa ad esaltare il significato e l’atmosfera di cose, persone e luoghi. L’itinerario comprende ritratti, nature morte, paesaggi, acqua e città: Parigi, Londra, Milano, Venezia. Roma. Ripercorrendo i suoi numerosi viaggi, si narrano anche gli eventi che hanno fatto la storia della cultura non solo italiana. Le varie tendenze e stili di un ampio arco di tempo vengono in parte raccolti dagli elementi che più lo caratterizzano: spazio, luce e segno. Nel 1916 de Pisis conosce Giorgio de Chirico e Alerto Savinio. Dopo Ferrara e Roma va a Parigi dove dipinge nature morte e vedute cittadine. La Torre Eiffel e le piazze, senza tralasciare l’azzurro cielo che le sovrasta. Spesso dipingeva all’aria aperta circondato da estimatori e curiosi, data anche la sua mirabile velocità di esecuzione, amando il chiarore metafisico del giorno, quando il sole indugia ad apparire. In mostra non mancano i pesci, le conchiglie, i mazzi di fiori e i volti di vecchi in montagna, così come di pensosi adolescenti. Naturalmente anche il volo delle farfalle, la cui poetica perfezione lo inducevano alla commozione e al pianto.

Info: Museo del Novecento

Didascalia dell’immagine in alto: Natura morta con fiori e funghi, 1926


I pesci sacri, 1925


Il marinaio francese, 1930


Le cipolle di Socrate, 1927


Veduta veneziana, 1939

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