30 Dic DALI’. RIVOLUZIONE E TRADIZIONE. Palazzo Cipolla – Museo del Corso, Roma
Fino all’1 febbraio 2026
UN GIGANTE CONTEMPORANEO IN LOTTA CON VELÀSQUEZ, VERMEER E RAFFAELLO

Una mostra che invita a guardare con nuovi occhi un’icona del Novecento. Parliamo di Dalì. Rivoluzione e tradizione, con oltre 60 opere scelte per rappresentarne l’universo visionario. Realizzata in collaborazione con con la Fundaciò Gala-Salvador Dalì di Figueres e con il patrocinio dall’Ambasciata di Spagna, il progetto racconta la tensione tra passato e futuro, tra avanguardia e studio dell’antico che caratterizza la ricerca del vulcanico artista catalano, sospeso tra il desiderio di sovvertire e il bisogno di radicarsi nella grande pittura europea. Cuore del percorso curato da Carme Ruiz Gonzàlez e Lucia Moni, con la direzione scientifica di Montse Aguer, è il confronto tra Dalì e tre pilastri della tradizione europea, Diego Velàsquez, Jan Vermeer e Raffaello, punti di riferimento costanti nel corso di tutta la sua carriera, a cui si aggiunge la figura di Pablo Picasso, il rivale per eccellenza, con cui Dalì intrattenne un rapporto intenso e ambivalente. A illustrarlo dipinti e disegni arrivati dalla Fundaciò Gala-Salvador Dalì, nonché da musei come il Reina Sofìa e il Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Museu Picasso di Barcellona, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, oltre a una selezione di documenti audiovisivi e fotografie, tra cui spiccano gli scatti di Francesc Català Roca e Juan Gyenes. Un racconto in quattro tempi ricostruisce lo sviluppo dell’arte di Dalì, soffermandosi sulla dialettica tra tradizione e rivoluzione che la percorre per intero. Negli anni della giovinezza l’artista accoglie con entusiasmo la spinta innovatrice delle avanguardie – Cubismo, Dadaismo, Surrealismo – assimilando e rielaborando in modo personale i linguaggi più radicali del suo tempo. Nel 1926 l’incontro con Pablo Picasso segna una svolta: Picasso diventa per lui un modello e un antagonista, lo specchio in cui misurare la propria grandezza. Nasce qui il celebre “metodo paranoico-critico”, con cui Dalí dà forma visiva ai pensieri irrazionali, generando le immagini doppie e ambigue per cui diviene famoso. Opere emblematiche Tavolo di fronte al mare. Omaggio a Erik Satie o Figure distese sulla sabbia illustrano le suggestioni dell’avanguardia a Palazzo Cipolla.
Con Velázquez – che ispira anche i suoi celebri baffi – Dalì esplora lo spazio, la luce e l’aria come materia pittorica: nel dipinto La Perla. L’infanta Margarita d’Austria secondo Velázquez rilegge giocosamente Las Meninas, capolavoro del pittore seicentesco che lo ossessiona letteralmente. Con Vermeer, maestro della calma e della precisione, il pittore scopre nella Merlettaia la spirale logaritmica, chiave della sua “mistica nucleare” che fonde scienza moderna e spiritualità. Alla perfezione matematica e cosmica di questo dipinto il genio catalano associa il corno del rinoceronte, un simbolo ricorrente nella sua opera.
Con Raffaello Dalì dialoga sui temi dell’equilibrio e dell’armonia, rileggendone i soggetti sacri con geometrie atomiche e figure scomposte in particelle, mentre il Rinascimento si mescola alla fisica contemporanea. Se già in giovinezza si era identificato nel maestro urbinate dipingendo l’Autoritratto con il collo di Raffaello (1921), negli anni Settanta Dalì rielabora gli affreschi delle Stanze Vaticane in un’opera stereoscopica, La scuola di Atene / El incendio del Borgo.
Info: Museo del Corso
Didascalia dell’immagine in alto: L’Autoritratto con il collo di Raffaello, dettaglio, 1921 circa-©-Salvador Dali Fundacio Gala Salvador Dali Roma 2025

La perla. L’infanta Margarita d’Austria da Las Meninas di Velazquez c., 1981, Fundacio Gala Salvador Dali Figueres © Salvador DaliFundacio-Gala Salvador Dali Roma 2025

Venere e il marinaio c., 1925, Fundacio Gala Salvador Dali Figueres © Salvador Dali Fundacio-Gala Salvador Dali Roma 2025

Elementi enigmatici in un paesaggio, dettaglio, 1934, © Salvador Dali Fundacio-Gala Salvador Dali Roma 2025

Tavolo di fronte al mare. Omaggio a Eric Satie, dettaglio, 1926 © Salvador Dali Fundacio-Gala Salvador Dali Roma 2025