Da Tiziano a Van Dyck: il volto del ‘500. Casa dei Carraresi, Treviso

Da Tiziano a Van Dyck: il volto del ‘500. Casa dei Carraresi, Treviso

Il volto dorato del Cinquecento veneto. Dal  messere all’uomo qualunque. Un secolo enfaticamente discriminante

Fino al 3 febbraio 2019


Sebastiano del Piombo, Ritratto di Ippolito de’ Medici, 1529-30

Rinascimento, Manierismo, Barocco. Tre finestre sull’arte veneta, ma non solo, da cui si affaccia una galleria di ritratti di rara sincerità. Volti fieri o pensierosi, intenti ad attività intellettuali, letterarie, ma anche semplici servitori, persone senza collocazione sociale meritevoli di essere ritratti. Siamo nel Cinquecento un secolo d’oro, prezioso, ricercato, coccolato, amato e ben pagato. Il Veneto è vivacizzato da botteghe d’artista, maestri e allievi e Signori e Signorotti; nobili, ecclesiastici, dame. Un mondo che viene ritratto, forse infedelmente, ed enfatizzato da Tiziano, Giorgione, Bellini, Sebastiano Del Piombo. Dall’eleganza rinascimentale allo sfarzo barocco. Sguardo penetrante del gentiluomo, quello sottomesso del venditore, quello fiero e prepotente del guerriero. Volti e posture prestabilite dall’epoca: in genere non diretta, ma laterale; mai tese a comandare o a dare lezione di stile. Personalità dipinte con enfatico rispetto e conciliante comprensione del limite. E allora anche l’abbigliamento, i guanti, il colletto, le piume del cappello…. tutto è finalizzato ad un certo trionfante risultato: quello di far felice il committente. Ciò nulla toglie all’arte purissima ed eccelsa di Tiziano che certamente ha influenzato alcuni artisti del Nord Italia, fino ad arrivare a Van Dyck e Hans Von Aachen.

Info: Casa dei Carraresi


Antoon van Dyck, testa di carattere, 1613-21


Francisco de Zurbarán, San Francesco, 1650-60

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