Biennale di Venezia 2013. 55. Esposizione Internazionale d’Arte. Il Palazzo Enciclopedico

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Biennale di Venezia 2013. 55. Esposizione Internazionale d’Arte. Il Palazzo Enciclopedico

al 24 novembre 2013

biennale-veneziaLa 55. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo Il Palazzo Enciclopedico è curata da Massimiliano Gioni e organizzata dalla Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta.

Il titolo scelto dal curatore per l’edizione 2013, Il Palazzo Enciclopedico, evoca l’artista auto-didatta italo-americano Marino Auriti che il 16 novembre 1955 depositava presso l’ufficio brevetti statunitense i progetti per il suo Palazzo Enciclopedico, un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell’umanità, collezionando le più grandi scoperte del genere umano, dalla ruota al satellite. Gioni spiega che “l’impresa di Auriti rimase naturalmente incompiuta, ma il sogno di una conoscenza universale e totalizzante attraversa la storia dell’arte e dell’umanità e accumuna personaggi eccentrici come Auriti a molti artisti, scrittori, scienziati e profeti visionari che hanno cercato – spesso invano – di costruire un’immagine del mondo capace di sintetizzarne l’infinita varietà e ricchezza”.

Il Palazzo Enciclopedico forma quindi un unico percorso espositivo che si articola dal Padiglione Centrale (Giardini) all’Arsenale, con opere che spaziano dall’inizio del secolo scorso a oggi, e con molte nuove produzioni, includendo più di 150 artisti provenienti da 38 nazioni e adottando un approccio antropologico allo studio delle immagini, concentrandosi in particolare sulle funzioni dell’immaginazione e sul dominio dell’immaginario.

L’esposizione indaga il desiderio di sapere e vedere tutto: è una mostra sulle ossessioni e sul potere trasformativo dell’immaginazione. La mostra si apre al Padiglione Centrale ai Giardini con una presentazione del Libro Rosso di Carl Gustav Jung. Gioni racconta che “nei vasti spazi dell’Arsenale – ridisegnati per l’occasione in collaborazione con l’architetto Annabelle Selldorf – l’esposizione è organizzata secondo una progressione dalle forme naturali a quelle artificiali, seguendo lo schema tipico delle wunderkammer cinquecentesche e seicentesche”. Dalle numerose opere ed espressioni figurative in mostra, che includono film, fotografie, video, bestiari, labirinti, tavole enciclopediche, performance e installazioni, “emerge una costruzione complessa ma fragile, un’architettura del pensiero tanto fantastica quanto delirante”.

“Il Palazzo Enciclopedico – conclude Gioni – è una mostra in cui si rende manifesta una condizione che condividiamo tutti, e cioè quella di essere noi stessi media, di essere conduttori di immagini, di essere persino posseduti dalle immagini”.

 

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