Balthus

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Balthus

balthus-chambreScuderie del Quirinale e Villa Medici, Roma

Fino al 31 gennaio 2016

 

Due sedi e più di 200 opere, tra quadri, disegni e fotografie, per ripercorrere – a quindici anni dalla morte – la carriera artistica di Balthasar Klossowski de Rola, in arte Balthus (1908-2001), maestro tra i più originali del Novecento.

Roma celebra l’atmosfera sospesa ed enigmatica dei suoi quadri che trae origine dalla tradizione del Rinascimento toscano, in particolare da Piero della Francesca, dal quale eredita la capacità narrativa, la chiarezza formale e il senso della composizione. Alle Scuderie del Quirinale si trova una completa retrospettiva organizzata intorno ai capolavori più noti, a Villa Medici un’esposizione che, attraverso le opere realizzate durante il soggiorno romano, mette in luce il metodo e il processo creativo di Balthus: la pratica di lavoro nell’atelier, l’uso dei modelli, le tecniche, il ricorso alla fotografia. Non solo: a Villa Medici è possibile accedere ai giardini storici coi quali Balthus si approccia per il progetto magno del restauro dell’edificio e dei giardini stessi. L’artista francese, infatti, dal 1961 al 1977, è direttore dell’Accademia di Francia – Villa Medici. Sulla sua originaria devozione verso la cultura italiana si innesta questa cruciale esperienza in cui approfondisce la pratica del disegno e della pittura.

È possibile ammirare il lavoro di Balthus dalle prime tele geometriche, passando per i quadri monumentali e femminili, fino alle ultime composizioni dove le forme, così come il pittore stesso, tendono a scomparire.

Ad aprire la mostra delle Scuderie è il dipinto La Rue (1933) che l’artista stesso ha definito il suo manifesto estetico: una scena di strada ambientata a Parigi dove si vedono bambini che giocano con dei lavoratori che attraversano la strada. Si nota già il lavoro molto rigoroso sullo spazio, sulla messa in prospettiva, geometrica, alla maniera dei primitivi italiani come Piero Della Francesca. Tra le opere di rilievo sono presenti La chambre (1952-1954), e Senza titolo, uno degli ultimi quadri realizzati da Balthus.

La Chambre è un’immensa composizione, creata in una scena d’interni, con una giovane donna, riversa su un divano, nuda e rivolta verso la finestra; vicino a lei un gatto guarda lo spettatore e rappresenta l’immagine del pittore stesso che amava dipingere i gatti e si definiva il “re dei gatti”. C’è anche una figura più piccola, quasi mostruosa, che tira la tenda come a mostrare meglio la giovane donna. È un quadro dipinto negli anni Cinquanta che segna l’inizio di un filone di pitture monumentali che raffigurano donne in interni. Senza titolo è una – composizione incompiuta e molto emozionante: è il quadro di un pittore vicino alla morte, vicino alla scomparsa, e in maniera molto malinconica anche la forma tende a dissolversi e a scomparire.

Da La rue a questi ultimi quadri c’è tutto il percorso di una vita.

 

Info: Scuderie del QuirinaleVilla Medici

 

Immagine in alto: La chambre

 

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La Rue

 

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Senza titolo

 

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Autoritratto