Ancona, Pinacoteca Podesti: nuova e contemporanea

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Ancona, Pinacoteca Podesti: nuova e contemporanea

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9 giugno 2016 – visita emozionale sorprendente 

 

Riapertura, una parola senza fascino per un avvenimento che ne è invece pieno, di fascino. La Pinacoteca Civica (così si chiamavano un tempo quasi tutte le Pinacoteche Comunali e magari riflettere un po’ su questo aggettivo non farebbe male) Francesco Podesti di Ancona, si raggiunge dal lato mare. Sì, è una Pinacoteca fronte-mare e ci si inerpica dalla zona porto sull’affaccio della stupenda chiesa romanica di Santa Maria della Piazza e si sale per circa sei piani partendo dai sotterranei in pietra viva. Poi si entra da Palazzo Bonomini, la nuova ala, e non più da Palazzo Bosdari. Il tutto temporaneamente in attesa della riapertura, stavolta definitiva, dall’ingresso storico di Palazzo Bosdari di Via Pizzecolli. Si perde un po’ l’incanto e la magia dell’accesso al Palazzetto nobiliare dei Bosdari, in parte conservato nonostante vari interventi, con il chiostro, il pozzo, lo scalone e la sala che oggi è quella della pittura veneziana. Finestre sul porto, soffitti originali a cassettoni, dorature e preziosità semplici e quasi familiari. Una casa e una vera dimora di dinastie storicamente veloci. L’ingresso da Palazzo Bonomini ha tutt’altra bellezza: pietra viva, dislivelli, sali e scendi percorsi complicati, spazi che ti devi conquistare. L’idea è stata ed è (allestimento Massimo Di Matteo e Mauro Tarsetti su restauro architettonico di Anna Giovannini e Patrizia Piattelletti) di arrivare ai pezzi forti come Tiziano, Lotto, Crivelli e Lilli attraversando le onde impetuose ed irregolari della modernità. Notevole infatti la collezione della precedente “Galleria d’Arte Moderna”, ora totalmente inglobata nella nuova Pinacoteca. Il nuovo non fa da mediatore dell’antico, ma anzi fa risplendere la contemporaneità dei grandi maestri. L’assedio di Ancona e il giuramento di Francesco Podesti, fremente e gloriosa scena di massa, si confronta con l’assedio freddo, metallico, minacciosamente distruttivo di Valeriano Trubbiani che infila i suoi uccelli predatori su cupi pali d’acciaio. Un traumatico passaggio ed altri traumi visivo-emozionali ci accolgono e quindi, dopo aver percorso scale e scalette (peraltro assai belle) e passaggi anche sotterranei all’apparenza segreti, si raggiunge finalmente l’armonia dorata e colorata dell’antica e preziosa dimora del Bosdari. Che sollievo! E quindi godiamoci l’amato CRIVELLINO (tenerissimo, minuto, fiorato e fruttato bambino in seno ad una raggiante e felice giovane Madonna-Madonna col Bambino-1480-tempera e oro su tavola). I Crivelli, non solo Carlo, hanno lasciato gioielli ovunque nelle Marche. E seppure la Madonna della Candeletta sia a Milano alla Pinacoteca di Brera, questa resta una regione altamente e fittamente Crivellesca. E mentre riguardi con prostrata ammirazione il “Ritratto di Arsili” di Sebastiano del Piombo ti ricordi per riflesso di quel Libero Ferretti che hai lasciato nella scala sottostante, collocato in alto ma che ti cade addosso comunque: un quasi magnetico Pollock. Finalmente dominante troviamo anche Andrea Lilli, con una sala tutta sua. Colori e storie a non finire. E splende la bella cornice restaurata nel novembre del 2011, recuperata e ricomposta dai frammenti in deposito per la sapiente scuola di Bigini di Urbino; cornice originale della grande opera “Quattro Santi in estasi” (cm. 245×360). Immensa e luminosa è tornata a splendere con il progetto “Luce contemporanea su Andrea Lilli. Un presagio oppure un’intuizione? Ma che significa contemporaneo? Ciò che sta accadendo? Forse ciò che accadrà? 

 

Info: andrealilli-contemporaneo

Video: Andrea Lilli restauro cornice novembre 2011

 

 

 

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