ANCONA È CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2028 – In primo piano accessibilità e inclusione

ANCONA È CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2028 – In primo piano accessibilità e inclusione

Roma, 18 marzo, ore 11.
Nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, a Roma, l’annuncio del Ministro Alessandro Giuli arriva al termine della cerimonia di proclamazione. Quando viene pronunciato il nome di Ancona, l’emozione attraversa la sala e raggiunge immediatamente la città attraverso la diretta streaming seguita da cittadini, istituzioni e realtà del territorio. Il Sindaco Daniele Silvetti e l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, presenti a Roma, vivono un passaggio che entra nella storia recente di Ancona e si riflette in tempo reale in tutta la comunità.
È una giornata storica – sono le parole del Sindaco Daniele Silvetti – un risultato che nasce da un lavoro corale, responsabile ed entusiasta, che ha unito istituzioni, università, porto, sistema culturale e comunità, dando forma a una visione condivisa e riconoscibile”.
Il sindaco, prendendo la parola subito dopo la proclamazione, ha ringraziato la Commissione, la Giuria, il Ministro e il Viceministro. “È stato svolto – ha detto – un lavoro importante. Non conosco nel dettaglio tutti i dossier, se non per quanto ho potuto condividere con i colleghi sindaci e con chi ha lavorato alla loro costruzione, ma so bene quanta intensità richieda comporre un progetto che sia competitivo, originale e capace di generare suggestioni, offrendo una lettura nuova del tessuto socio-culturale di un territorio.
Il lavoro che abbiamo portato avanti ha cercato di tenere insieme gli spazi della città, rendendo armonico il rapporto tra la dimensione archeologica e architettonica e quella ambientale, considerando che un parco naturale regionale arriva fino al cuore urbano. Tradurre questa relazione in una visione coerente è stato uno degli aspetti più complessi.
Ritengo che sia stato fatto un buon lavoro. Parlo da sindaco tra i sindaci: la dimensione municipale ci accomuna e affonda le sue radici in una storia molto antica, che precede lo Stato e che continua a trovare occasioni di valorizzazione in momenti istituzionali come questo”.
Abbiamo creduto in questo percorso – afferma Silvetti – e oggi riceviamo una conferma che rafforza il ruolo della città e la sua capacità di crescere. Questo titolo affida ad Ancona una responsabilità che ci colloca pienamente in una dimensione nazionale. Siamo pronti a esercitarla mettendo a disposizione del Paese un progetto credibile, costruito insieme e orientato al futuro. Ancona è città dell’Adriatico e ha storicamente un ruolo di ponte tra territori e culture, punto di connessione tra Italia, Europa e Mediterraneo.
Desidero ringraziare i nostri primi compagni di viaggio, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche, insieme con il soggetto attuatore Marche Teatro e con i numerosissimi i soggetti del territorio, tutti ugualmente importanti, che hanno creduto in questo progetto, rendendolo possibile.
Ancona sceglie di tenere insieme sviluppo, qualità delle relazioni e apertura, riconoscendosi come città di pace e di gentilezza urbana, capace di costruire connessioni e opportunità a partire dalla propria identità. Ci separano due anni dal 2028 e li affronteremo con impegno e continuità, forti di una rete solida e di un territorio che ha risposto in modo unitario”.
Il dossier “Questo. Adesso.” diventa quindi il programma operativo che accompagnerà la città verso il 2028. La sua struttura interpreta le caratteristiche profonde di Ancona e le traduce in una proposta integrata di sviluppo culturale, urbano e sociale.
Questo riconoscimento – afferma con soddisfazione l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi – dà forza a un progetto costruito con rigore e responsabilità, che mette in relazione identità e trasformazione. ‘Questo. Adesso.’ unisce porto, città e paesaggio e coinvolge il sistema culturale e le nuove generazioni in modo strutturale. La fase che si apre richiede coerenza nell’attuazione e capacità di dare continuità a un lavoro già avviato. E gli elementi per riuscire sono già presenti: all’interno del dossier, ma soprattutto nel nostro tessuto sociale, civile e culturale che ha risposto in modo così importante alla nostra richiesta di percorrere insieme la strada che ci ha condotto sin qui”.
Le quattro direttrici – Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco, Mare Culturale – organizzano un sistema che connette porto, centro storico, paesaggio e produzione contemporanea, restituendo alla città una visione unitaria.
Questo Mare” sviluppa la dimensione portuale e adriatica come spazio culturale e infrastruttura simbolica, con al centro il progetto del Museo della Civiltà del Mare Adriatico alla Mole Vanvitelliana, affidato alla direzione artistica di Dante Ferretti. “Ancona è nel mio cuore – afferma il Maestro Ferretti – qui è nata la mia carriera con i primi film e l’ispirazione per Fellini in E la nave va. Questa vittoria è una grande occasione: la città ha nel mare, nella storia e nella luce un’energia creativa unica. Sarò testimonial della sua bellezza, trasformando il patrimonio adriatico in narrazione cinematografica universale”.
Via Maestra” costruisce l’asse culturale e scientifico che attraversa la città, collegando istituzioni, luoghi della conoscenza e patrimonio storico. “Adesso Parco” mette in relazione natura e cultura, unendo il Parco del Cardeto e il Conero in una rete di percorsi che integrano paesaggio e fruizione culturale. “Mare Culturale” rappresenta l’ambito della produzione contemporanea, con il coinvolgimento di Marche Teatro e delle principali realtà creative, con un ruolo attivo delle nuove generazioni.
Il progetto  mobilita oltre 80 iniziative site-specific curate da maestri come il tre volte Premio Oscar Dante Ferretti, e direzioni artistiche di Francesco De Melis, Enrico Maria Dal Pozzolo e altri. Il programma valorizza il porto naturale, il patrimonio storico e artistico, il Parco del Conero (verso Parco Nazionale), il welfare culturale e l’inclusione guidata dal Museo Tattile Omero di Ancona, eccellenza internazionale del settore. La particolare attenzione ai giovani, non solo come fruitori ma come protagonisti del processo creativo, conferma la visione dinamica e partecipativa. Il progetto, inoltre, integra elementi materiali e immateriali, con una particolare attenzione all’accessibilità e all’inclusione, che trovano nel Museo Tattile Statale Omero un riferimento metodologico riconosciuto a livello internazionale. La candidatura valorizza inoltre la dimensione universitaria, con l’Università Politecnica delle Marche come infrastruttura stabile di ricerca e innovazione, e si inserisce in un quadro di trasformazione urbana sostenuto da strumenti di pianificazione e investimenti già avviati.
La designazione riconosce la solidità di una governance condivisa, costruita tra Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche, capace di attivare una rete ampia di soggetti pubblici e privati e di garantire continuità nell’attuazione del programma.