16 Ott Il San Francesco azzurro di Matelica (Macerata)
TORNA ARTEVAGANDO ALLA SCOPERTA DELLE PROFONDE MARCHE

La giornalista Loredana Cinti e lo storico dell’arte Giancarlo Mandolini, alle porte di un autunno in ritardo, riprendono le loro “escursioni culturali” nelle zone collinari delle Marche, sempre alla scoperta di piccoli-grandi capolavori spesso dimenticati dal turismo e quindi particolarmente affascinanti e sorprendenti. Nel Maceratese a Matelica nel presbiterio della chiesa dei Frati minori, dedicata a San Francesco d’Assisi, è stato riscoperto parte di un antichissimo affresco – presumibilmente del ’300 – che rappresenta l’incontro di San Francesco con il lebbroso. Dell’episodio ne parla San Bonaventura nella Leggenda Maggiore.
Dopo una prima reazione negativa, il giovane assisiate scende da cavallo, si accosta al lebbroso, lo abbraccia e lo bacia. Per san Francesco è l’incontro-scontro con il vissuto, è l’inizio della sua conversione.
L’immagine del giovane Francesco è particolarmente significativa e bella, tutta proposta in una cromia delicatissima e celeste, mentre il volto meravigliato e sconvolto del lebbroso tende verso il rosso e il marrone.
Parte del dipinto presente a Matelica è andato perduto, parte, martellato a seguito – facilmente – di qualche sopraggiunta contagiosa pestilenza; poiché, allora, si era soliti procedere all’imbiancatura in calce viva di tutte le pareti interne della chiesa. Ancora una volta, Mandolini sottolinea l’importanza della cromia che definisce e racconta sempre “una storia” non solo religiosa ma anche affettiva. E’ certo che San Francesco, seppur declinato nelle varie epoche storiche in modalità e stili diversi, rappresenta sempre il cuore profondo di quell’italianità che tutti amiamo. Un grazie quindi a questo instancabile duo che ce lo ha ricordato degli 800 anni dalla morte.
FOTO IN ALTO: DALL’ARCHIVIO PERSONALE DI GIANCARLO MANDOLINI
Ascolta l’audiointervista di Loredana Cinti
